IL MIO VIAGGIO DA SOLO IN ASIA- COME HO FATTO IO-1°parte

Viaggiare da soli in Asia? Zaino in spalla e via nel Sud-Est Asiatico? Lo so, è anche un tuo sogno. E allora lascia che ti racconti come io, un ragazzo con la testa tra le nuvola, sia riuscito a vivere 3 mesi riempendomi gli occhi, la pelle e il cuore di questa immensa terra che chiamano: Asia

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Alcune volte tra un sogno e il suo raggiungimento c’è la distanza di un clic.

08 maggio 2016 Milano-Zurigo partenza 10.10
Zurigo Bangkok partenza 13 40.

Stato del volo: CONFERMATO.

Scrivo questo articolo con un po’ di imbarazzo e pensando a quel che potrebbero dire tutte le persone che ho incontrato in viaggio; viaggiatori veri, persi e con le mani dentro al mondo.
Che i primi passi siano sempre i più difficili e incerti non è una novità e quindi capisco il perché della domanda che più mi ha inseguito una volta ritornato a casa.

Ma come hai fatto?
Come si organizza un viaggio da solo in Asia?
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Nel Vietnam del Sud ho visitato Forte dei Marmi

L’avevo presa come una sfida personale.

La Cambogia mi aveva lasciato addosso un senso anestetizzante.
Nel percorrerla a grandi passi nei suoi centri più turistici mi sembrava che mi avesse fatto diventare insensibile al viaggio.
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Due mesi in solitaria fuori dal Capitolo Zero

-2 MESI DI VIAGGIO IN SOLITARIA-
Sono già due mesi. Il nove maggio partivo con uno zaino troppo pieno sulle spalle e mille pensieri nella testa.
L’Asia, finalmente. Non ci potevo credere; lo stavo facendo davvero. Non dovevo leggerla e sognarla.
Ero pronto a viverla.

Due mesi non sono nulla; la maggior parte delle persone che incontro stanno viaggiando da 6, 7, 12, 15 mesi.
Ma ormai mi sono reso conto che importa davvero solo quello che viviamo noi sulla nostra pelle. E in questi soli due mesi, oh se ho vissuto.
Viaggiare da soli ti stravolge ogni certezza. È una giostra che non si conclude sul finire del giorno, ma ti fa girare all’impazzata anche di notte.
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Il silenzio di Angkor Wat

 

Non ci sono parole.
Non ce ne saranno mai abbastanza.

È questo, più di ogni altro, il primo pensiero che mi sbatte nella mente quando, per l’ultima volta, mi giro e guardo lo spegnersi del sole su Angkor Wat.

Su questo tramonto tappezzato da nuvole grigie, davanti allo splendore della creazione umana, stringo tutti i miei muscoli provando a immagazzinare dentro di me ciò che i miei occhi possono solo limitarsi a sfiorare.
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