Non permettiamo ad un voto di dividerci come Persone

pexels-photo-1

Non permettiamo ad un voto di dividerci come Persone. 

Più di ogni altro, è questo il pensiero che mi balza nella testa.

Il clima è teso; si sente pure qui, in una giornata come tante di Lisbona.
Basta sconnettersi dalla realtà ed entrare in quello stomaco di opinioni che è Internet e che tra qualche minuto ingloberà pure queste parole.

Perché scrivere allora? Perché aggiungere una voce in mezzo ad una fornace di urli.
Come al solito, scrivo per schiarirmi quei rantoli di pensieri, quel nodo che si piazza prepotente in mezzo al cranio e domanda incessantemente la mia attenzione.
E, sopratutto, scrivo per redimermi.
[…]

Cosa stiamo portando nel mondo? 3 Ragioni per cui il Successo non basta!

Successo! Successo è la parola del momento, l’ho già scritto da qualche parte poco tempo fa.
Tutti vogliono, tutti ci spingono ad essere persone di successo.

Ora, tralasciando la terminologia, le parole, i significati che questa parola può avere, è chiaro che tutti davvero vogliamo essere persone di SUCCESSO.
E via andare tappeti rossi, fotografie, applausi e soldi, tanti soldi, una valanga di soldi.

Poi, quando tutto il mondo si sarà alzato in piedi al nostro cospetto, avrà fatto il suo doveroso inchino, avremo il nostro certificato.
[…]

Smettiamola di paragonarci! -La storia del povero Mister Rossi che ha guardato di là-

Mister Rossi ha una vita che è na favola.
Basta guardare come ritorna a casa dal suo lavoro ben pagato, seduto sopra la sua macchinina pulita e inamidata.
Ha un sorriso stampato in faccia  e fischietta da solo un motivetto natalizio.

Oh, e guarda chi c’è là, proprio sulla porta di casa: la sua ragazza. Bella che sei, pensa il Mister Rossi. Sì, non avrai un seno di quelli che boom, ma chissenefrega.
Mister Rossi esce dalla macchina, accosta la portiera perché ci tiene al suo gioiellino e si appresta ad entrare in casa. Solo pochi passi e sarà seduto al tavolino con la sua ragazza a bere vino e a guardare un film. Na favola, una vita da favola.
[…]

Il buio dentro di noi

Quattro enormi muri grigi che si spalmano verso l’alto. I ricordi tristi li appendiamo lì, nell’aria. Ma il vento non ci arriva, il sole solo per un’ ora e allora rimangono umidi, agganciati su corde di ferro.
Dopo qualche tempo, inzieranno pure a puzzare.
[…]

Solo un cucchiaino, grazie

La casa dei miei nonni sapeva di caffé. Le pareti, i mobili, il divano. La loro pelle sapeva di caffé. La domenica, alle 8 meno cinque, la macchinetta iniziava a gorgogliare, l’aroma si espandeva, si infilava nelle serrature, mi svegliava. Forse avevo cinque, forse sei anni ma ci sono immagini che si stampano dentro e sembra Leggi di piùSolo un cucchiaino, grazie[…]

L’uomo di Lisbona che fermava la pioggia

Mi devo sbrigare, tra poco rinizierà a piovere. I sacchi della spesa mi pesano; sento la plastica che mi entra nella pelle e ho paura che si possa spaccare. Maledico la mia noncuranza nel mettere le cose nel carrello. Le scelte che rimpiango di più, a metà del tragitto di ritorno verso casa, sono le patate di 2 kg in offerta e le 6 bottiglie d’acqua frizzante. Mia mamma lo dice sempre che quella frizzante è più pesante.
[…]

La banalità è negli occhi di chi legge-Delle frasi new age e altre pillole.

Sei tu a creare la tua vita. Sei il condottiero della tua anima. Il destino è nelle tue mani.
Il caso non esiste.
Se hai un interesse maggiore di quello di uno scoiattolo per la sua noce o se ti sei mai fatto una domanda più interessante di – Dove ho messo le chiavi?- certamente allora ti sei imbattuto in una delle frasi sopracitate.
[…]

La luce di Lisbona

La prima cosa che ti colpisce è la luce. Lo avevo letto, me lo avevano detto.
La luce, bianca e fresca al mattino, si tinge d’oro nel pomeriggio.
Abbraccia le case, si spalma liscia sui vetri e nelle scale di Lisbona picchietta i gradini. Se hai un po’ di tempo ed un libro in mano ti ci puoi sedere e sembra che lei ti abbracci calda, quasi materna.
[…]

Il silenzio di Angkor Wat

 

Non ci sono parole.
Non ce ne saranno mai abbastanza.

È questo, più di ogni altro, il primo pensiero che mi sbatte nella mente quando, per l’ultima volta, mi giro e guardo lo spegnersi del sole su Angkor Wat.

Su questo tramonto tappezzato da nuvole grigie, davanti allo splendore della creazione umana, stringo tutti i miei muscoli provando a immagazzinare dentro di me ciò che i miei occhi possono solo limitarsi a sfiorare.
[…]