Il buio dentro di noi

Quattro enormi muri grigi che si spalmano verso l’alto. I ricordi tristi li appendiamo lì, nell’aria. Ma il vento non ci arriva, il sole solo per un’ ora e allora rimangono umidi, agganciati su corde di ferro.
Dopo qualche tempo, inzieranno pure a puzzare.
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L’uomo di Lisbona che fermava la pioggia

Mi devo sbrigare, tra poco rinizierà a piovere. I sacchi della spesa mi pesano; sento la plastica che mi entra nella pelle e ho paura che si possa spaccare. Maledico la mia noncuranza nel mettere le cose nel carrello. Le scelte che rimpiango di più, a metà del tragitto di ritorno verso casa, sono le patate di 2 kg in offerta e le 6 bottiglie d’acqua frizzante. Mia mamma lo dice sempre che quella frizzante è più pesante.
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La luce di Lisbona

La prima cosa che ti colpisce è la luce. Lo avevo letto, me lo avevano detto.
La luce, bianca e fresca al mattino, si tinge d’oro nel pomeriggio.
Abbraccia le case, si spalma liscia sui vetri e nelle scale di Lisbona picchietta i gradini. Se hai un po’ di tempo ed un libro in mano ti ci puoi sedere e sembra che lei ti abbracci calda, quasi materna.
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Del viaggiare e dell’essere stronzi

Viaggiare non ti rende una persona migliore, non ti fa capire meglio le cose, non ti apre la mente, né, tanto meno, ti fa crescere. Viaggiare, come ogni esperienza, ti dà una possibilità. Ma tutto dipende da te. E allora viaggiare non serve a niente. Se stronzo sei, stronzo rimarrai. Anche a Machu Pichu, a Leggi di piùDel viaggiare e dell’essere stronzi[…]