IL MIO VIAGGIO DA SOLO IN ASIA- COME HO FATTO IO-1°parte

Viaggiare da soli in Asia? Zaino in spalla e via nel Sud-Est Asiatico? Lo so, è anche un tuo sogno. E allora lascia che ti racconti come io, un ragazzo con la testa tra le nuvola, sia riuscito a vivere 3 mesi riempendomi gli occhi, la pelle e il cuore di questa immensa terra che chiamano: Asia

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Alcune volte tra un sogno e il suo raggiungimento c’è la distanza di un clic.

08 maggio 2016 Milano-Zurigo partenza 10.10
Zurigo Bangkok partenza 13 40.

Stato del volo: CONFERMATO.

Scrivo questo articolo con un po’ di imbarazzo e pensando a quel che potrebbero dire tutte le persone che ho incontrato in viaggio; viaggiatori veri, persi e con le mani dentro al mondo.
Che i primi passi siano sempre i più difficili e incerti non è una novità e quindi capisco il perché della domanda che più mi ha inseguito una volta ritornato a casa.

Ma come hai fatto?
Come si organizza un viaggio da solo in Asia?
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LA FELICITÀ CI APPARTIENE – A presto, Laos!

Caro Laos, ti immaginavo piccolo e indifeso. Cresciuto con cinque fratelli maggiori prepotenti che ti lasciavano sempre per ultimo e non si prendevano cura di te. Il più grande poi ti allontanava dall’alto, sputando le sue frustrazioni sul tuo corpo. E tu che dovevi vedere questa immensa Cina prendere il sopravvento su tutto. Ti immaginavo Leggi di piùLA FELICITÀ CI APPARTIENE – A presto, Laos![…]

Ogni bella storia inizia davanti ad una tazza di caffé

La tazzina è in legno. Basta guardarci dentro per capire che non è solo caffè. Basta chiudere un attimo gli occhi. C’è una storia, c’è sempre una storia.

Il velo è grande e spesso impedisce di vedere. Inspira questo odore, lascia che arrivi. Non aver fretta, tra poco ti parlerà.

Gli oggetti non sono mai solo oggetti, le parole mai solo parole e per le persone è la stessa cosa. Mai, non sono mai solo persone.

Storie! A centinaia, a migliaia si arrampicano sul corpo; escono fuori nelle strade, nei vicoli dei discorsi.
Tutto è una grande, immensa storia fatta da grandi, immense altre storie.
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IL DOLORE DI ESSERE IMPERFETTI

Ti sei mai sentito perso nella disperata ricercata di essere perfetto? Di assomigliare a quell'immagine di perfezione che ti sei prefissato di raggiungere? Essere perfetti è impossibile. E qui ti racconto di quella volta nel nord del Laos dove ho scoperto il dolore di essere imperfetto.

Oggi è un giorno perso.
Per qualche assurdo motivo ancora non ho realizzato che le stazioni dei treni e dei bus non sono strutturare in modo classico.
Qui nel Nord del Laos, ad esempio, c'è una casetta in legno con scritto “Ticket”, ma quando entro c'è solo un cane che rimarrà l'unico essere vivente per ore nonostante le mie ripetute ricerche.

I due giorni a Nong Khiaw sono stati aldilà di ogni aspettativa. Dopo un percorso immerso in una natura meravigliosa, con intrecci di alberi, insetti, radici e scalini di muschio si arriva sulla cima di una montagna che fa salire le lacrime agli occhi.
Il paese si appoggia su un fiume che si snoda come un serpente ed è stretto da altre montagne piazzate lì apposta a far da guardia. Non si sa mai che qualche stupido turista si porti via la magia.

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Dentro al cuore del Laos

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Immagina di chiudere gli occhi.
Immagina di sentire il rombo di un motore per ore, di sederti su una barca e lasciare che gli occhi si lancino fuori.

Ora, immagina di vedere il verde delle colline che si aprono sul cammino, le baracche di legno conficcate nella terra tra i grovigli degli alberi. Guarda il cielo imbottito di nuvole e la voglia di cadere giù.
Il bambù infilzato ai lati sorregge le reti dei pescatori; alcuni di loro sono dentro l’acqua fino alla vita e con le mani nel fango recuperano il pesce che andrà sulle bancarelle, negli stomaci dei passanti.
Devi iniziare a vedere di come il mondo cambia mentre senti ancora la Thailandia che ti sorride e ti pesa sulle spalle.
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IL TETTO DI CRISTALLO- 5 Giorni di Meditazione a Chiang Mai

Non hai mai apprezzato fino in fondo la magnificenza di stendere le gambe fintantoché non ci stai seduto sopra per un’ora e le ginocchia diventano come bulloni arrugginiti pronti a saltare in aria.

I cinque giorni di meditazione si concludono oggi su una Chiang Mai grigia che si gonfia di nuvole ed esplode in acquazzoni di pioggia fresca.

Probabilmente non dovrei scrivere, non ora almeno, ma ho paura di perdere le sensazioni dei giorni vissuti; i pensieri, il silenzio e che tutto poi si confonda nel tumulto del viaggio. Già, il viaggio. Domani si continua; Chiang Rai aspetta, la slow boat che mi porterà dritto tra braccia del Laos, pure.
Il viaggio continua e ancora non so cosa ho capito di questi cinque giorni di pausa dal casino e dal mondo.
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