29/04/2016

About

CHI SONO IO, CHAPTER ZERO E HAPPINESS ON THE ROAD?

 

CHI SONO IO? 

In questo momento, in un monastero tibetano, decine di monaci se ne stanno lì, seduti con gli occhi chiusi, a ripetere una sola domanda. La più importante, dicono.
Sai qual è? Il motivo di queste parole: chi sono io?

Vabbè, lasciando perdere questo inizio zeppo di domande, il concetto è questo: non so mai cosa dire.
Facciamo che inizio così, dal nome.

MARCO SACCHELLI. Così mi chiamo.

Classe 93, Forte dei Marmi (Lu), e quella serie di tante esperienze che capitano a tutti io: scuola, amici, scuola, uscite, liceo, calcio, discoteca, calcio, ragazze, 2 di picche, domande esistenziali, birra, schifo, ragazza, 2 di picche, domande esistenziali, birra, buona!, calcio, studia o ci rimani, ragazza, eh mica male, birra, calcio, uscite, brufoli, niente ragazze, studio, LIBRI, poco calcio, uscite… e via così fino ai 18 anni. Perché finito il liceo qualcosa mi è scoppiato dentro e allora nulla, sono partito.

UNIVERSITÀ: PSICOLOGIA

Parma, Granada, Dublino, Asia, Lisbona. E tanti altri.

Prima l’università, poi l’Erasmus. I centinaia di incontri, un’altra lingua, altra gente. Ancora oggi, se ci ripenso mi emoziono.
Dublino subito dopo: l’inglese, i bar, le birre e l’Irlanda.
E il mio grande viaggio che mi ha stravolto la vita: l’Asia. Tailandia, Laos, Cambogia e Vietnam

 

presentazione libro.png

 

CHAPTERZERO
HAPPINESS ON THE ROAD

Chapter Zero è nato una sera a Dublino in un momento d’eccitazione. Le birre irlandesi hanno di certo aiutato. Te lo dico chiaro e tondo: non lo so che vuol dire Chapter Zero. Cioè, non cosa significhino le parole. Voglio dire che è un po’ un concetto strano.

Io voglio una vita come si deve, non so se mi spiego. Io in questo Capitolo Zero, in questa routine, in questa cosa piatta ci sto male. Ma male per davvero. E quindi mi sono immaginato questo punto da cui devo uscire, devo emergere. Sennò tanto vale dormire tutto il giorno. Però è un punto che ho bisogno di trovare. Dentro, più che fuori. Un punto immobile, di sicurezza, di valori certi. Un luogo dove fai ritorno quando fuori tutto ti sembra impazzito.
Non lo so se ci sto riuscendo, so soltanto che sto facendo ciò che mi piace e che qualcosa scorre e io ci sono sopra. Non ho la minima idea di dove mi porterà, ma so che c’è abbastanza spazio per tutti. Io invito anche te. Ti aspetto qua, fuori o dentro il capitolo zero.

Questa è una spiegazione un po’ più poetica. Perché a me le parole piacciono tutte, ma proprio tutte, tutte, tutte:

Con la penna in mano lasciamo che la punta sfiori il foglio. In attesa, perennemente. Aspettiamo quell’attimo, quel giorno, quella persona per cambiare tutto, per stravolgere la nostra esistenza. Quando avrò abbastanza soldi, serenità, tempo. Quando avrò tutto questo allora il mondo vedrà chi sono. Ma, nel frattempo, il tempo ci trascina con sé e il mondo si dimentica di noi, rimaniamo incagliati al capitolo zero, quello dove potevamo ancora essere tutto ma siamo rimasti niente.

Chapter zero è un punto da trovare, ognuno dove vuole. Dentro un libro, un viaggio, una storia o una persona. 
È un punto da cui ripartire, ma, ancor di più, un punto dove ritornare.
Al capitolo zero.
Dove è ancora tutto possibile.

Se vuoi saperne ancora un po’ di più clicca qui. Però ti avverto: sono logorroico!

Chapterzero logo

 

Commenti Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *