About

WHO AM I?

Questi blog sono una cosa pazzesca. Così, dal nulla, ti piazzano una domanda esistenziale che ha fatto impazzire filosofi e scienziati e vuole una risposta nel giro di qualche minuto.
Chi sono?  Per farla breve sono Marco.
Per farla un po’ più lunga sono Marco Sacchelli, 24 anni, laureato in Psicologia Positiva presso l’Università di Lisbona. Ho vissuto un po’ qua e un po’ là, tra Granada, Dublino, Lisbona, Parma e Forte dei Marmi. Che poi è dove mi sono presentato al mondo. Una piazzetta, qualche personaggio famoso, qualche russo e un bel po’ di bellezza sparsa in giro.

Non è che abbia una vita proprio piena piena, però è abbastanza felice.
Per lo più leggo, scrivo e viaggio. Se riesco a mettere tutte le cose insieme,presentazione libro.png allora la vita diventa felice felice. E con lei pure io.
E poi, soprattutto, vado in giro con un’ape, una libreria itinerante che parla di felicità. Happiness on the road (clicca per saperne di più)

Al momento in cui scrivo ho messo il sedere su qualche paese in Europa, qualcuno in Sud-Nord e Centro America e pure in Asia.
Nel Sud- Est e se proprio siete dei precisini vi dico pure dove: Laos, Thailandia, Vietnam e Cambogia. Ah, se siete dei precisini mi sa che siete nel posto sbagliato. Ma anche se siete dei giudiconi, dei lamentosi, dei maleducati e di quelli che parlano forte al telefono.
Si fa prima a dirvi se siete nel posto giusto. Se vi piacciono i libri, i viaggi, le esperienze di vita siete proprio giusti giusti.
Ma, sopratutto, se vi piace parlare di felicità.
Allora siete perfetti.

CHAPTER  Z E R O

Chapter Zero è nato una sera a Dublino in un momento d’eccitazione. Le birre irlandesi hanno di certo aiutato. Te lo dico chiaro e tondo: non lo so che vuol dire Chapter Zero. Cioè, non cosa significhino le parole. Voglio dire che è un po’ un concetto strano.

Io voglio una vita come si deve, non so se mi spiego. Io in questo Capitolo Zero, in questa routine, in questa cosa piatta ci sto male. Ma male per davvero. E quindi mi sono immaginato questo punto da cui devo uscire, devo emergere. Sennò tanto vale dormire tutto il giorno. Però è un punto che ho bisogno di trovare. Dentro, più che fuori. Un punto immobile, di sicurezza, di valori certi. Un luogo dove fai ritorno quando fuori tutto ti sembra impazzito.
Non lo so se ci sto riuscendo, so soltanto che sto facendo ciò che mi piace e che qualcosa scorre e io ci sono sopra. Non ho la minima idea di dove mi porterà, ma so che c’è abbastanza spazio per tutti. Io invito anche te. Ti aspetto qua, fuori o dentro il capitolo zero.

Questa è una spiegazione un po’ più poetica. Perché a me le parole piacciono tutte, ma proprio tutte, tutte, tutte:

Con la penna in mano lasciamo che la punta sfiori il foglio. In attesa, perennemente. Aspettiamo quell’attimo, quel giorno, quella persona per cambiare tutto, per stravolgere la nostra esistenza. Quando avrò abbastanza soldi, serenità, tempo. Quando avrò tutto questo allora il mondo vedrà chi sono. Ma, nel frattempo, il tempo ci trascina con sé e il mondo si dimentica di noi, rimaniamo incagliati al capitolo zero, quello dove potevamo ancora essere tutto ma siamo rimasti niente.

Chapter zero è un punto da trovare, ognuno dove vuole. Dentro un libro, un viaggio, una storia o una persona. 
È un punto da cui ripartire, ma, ancor di più, un punto dove ritornare.
Al capitolo zero.
Dove è ancora tutto possibile.

Se vuoi saperne ancora un po’ di più clicca qui. Però ti avverto: sono logorroico!

Chapterzero logo

 

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