Come guadagnare tre ore di tempo con la regola dei 20 secondi

Se ti dicessi che è possibile guadagnare tre ore di tempo con venti secondi in più al giorno?
Mi daresti del matto e sarei d’accordo con te.

Ma se te lo dicesse una delle menti più brillanti nel campo della psicologia positiva, forse, ci faresti più attenzione.

Lui si chiama Shawn Achor, ricercatore ed esperto mondiale sul tema potenziale umano e della felicità.
Se ascolti il suo ted talk, noterai che effettivamente anche lui non è del tutto normale ma qui, al capitolo zero, quelli normali non ci piacciono.

Nel suo libro, il vantaggio della felicità, lo dice chiaramente ed io qui lo ripeto a te:
Sei pronto a guadagnare 3 ore aggiungendo venti secondi alla tua giornata?
Sì? Bene, allora devi seguire la regola dei 20 secondi.

Cosa? Sì, la regola dei venti secondi e se a me ne concedi qualcuno in più te la spiego.

Bisogna partire dal punto che la mente umana è una specie di koala ciccione campione olimpionico del salto del divano (immagine che tra l’altro mi rispecchia).    

Non c’è nulla di più difficile di instaurare un’abitudine, quantomeno un’abitudine positiva.
Perché infatti siamo pieni di abitudini, ma guarda un po’ solo quelle dannose per il nostro aspetto psicofisico ed emotivo le manteniamo salde dentro di noi.

Come dice il nostro Shawn, non è una grande scoperta sapere che le sigarette non contengono vitamina C o che guardare il grande fratello live per due giorni non aumenterà il livello intellettivo.
Eppure tabagisti e guarda grandifratellari sono sparsi ovunque.

SIAMO SEMPLICI FASCI DI ABITUDINI

Dalla mattina alla sera, da quando abbiamo qualche mese fino ad ora che stai leggendo questo articolo mettiamo in moto una serie di azioni seguendo il grande pilota automatico che ci comanda.
Ci si alza, si va in bagno, si fa quel che si deve fare, poi macchina, lavoro e via così fino alla fine.

E tutto questo segue una linea naturale che non ci fa sprecare particolare energia, non ci impegna più di tanto e viene come se fosse una cosa naturale. Perché? Perché è un’abitudine!
Siamo semplici fasci di abitudini scoprì William James e sebbene oggi questo ci sembra una cosa elementare, per l’epoca fu fondamentale per capire come e perché ci comportiamo in certi modi.

Instaurare abitudini positivi è essenziale per la nostra felicità. Come possiamo essere felici se ci lamentiamo in continuazione, se costringiamo il nostro corpo a sostanze nocive, se siamo sempre pessimisti, scortesi, violenti?

È necessario imparare ad instaurare nuove abitudini perché queste determineranno la qualità della nostra vita individuale, relazionale, lavorativa e sociale.

IL CAMMINO DELLA MINOR RESISTENZA

Ancora prima di parlare della legge dei 20 secondi, c’è da dire una cosa.
Riguardo alla abitudini ci sono più credenze che la mia nonna quando parlava del tempo.

Dal libro di Shawn Achor:
“Solo il 20% degli individui che hanno seguito una dieta è in grado di non riguadagnare i chili persi per un periodo di tempo più o meno lungo. Più cerchiamo di resistere, più rovinosa sarà la caduta finale”

Il motivo per cui falliamo nell’instaurare una nuova abitudine e nel sostenere il cambiamento è che ci affidiamo esclusivamente alla forza di volontà.
Non basta decidere di andare ogni giorno in palestra per andarci.
Penso di aver pagato almeno 5 volte il primo mese d’iscrizione.
Due, tre, quattro giorni e poi, finish, the end, fine, stop, terminato

Il vero motivo per cui la forza di volontà è così inefficace è che più la utilizziamo e più si esaurisce.
Ha una sua scadenza, una sua riserva che si riduce ogni volta che la usiamo.
Inoltre, il nostro cervello è attratto dalla strada più comoda, più semplice, quella che Achor definisce il cammino della minore resistenza.

Siamo attratti in modo assoluto verso le cose che non richiedono sforzo.
Vuoi un esempio?
Stai più tempo su Facebook o a leggere un libro?
Non ti preoccupare, lo facciamo tutti ma è un semplice esempio di quanto siamo, come dicevo prima, dei koala olimpionici.
C’è bisogno di un’energia di attivazione importante per fare diventare un’azione una realtà quotidiana. 

LA REGOLA DEI 20 SECONDI


Ecco, ci siamo, la famigerata regola.
Il punto sta nell’eliminare l’energia di attivazione necessaria per dare il via all’azione stessa.
Eh?

Significa mettere il comportamento desiderato sul cammino della minore resistenza, così che ci vogliano meno energie e sforzi per fare quell’azione che vogliamo trasformare in abitudine.

Scusa, Marco, ma sono duro come una scimmietta. Non capisco na cippa di quello che dice.
Tranquillo, tra scimmie e koala siamo una bella compagnia.

Vuoi leggere di più? Vorresti leggere almeno 20 pagine alla sera ma appena ti metti sul divano senza neanche accorgertene stai guardando Temptation island?
Ecco: metti il telecomando sull’ultimo ripiano del mobile e il libro prescelto sul divano, già aperto, con gli occhiali da lettura sopra.

Sembra una cavolata ma può fare la differenza: ridurre l’energia di attivazione per le abitudini che si vogliono instaurare (libro sul divano pronto alla lettura), e aumentarla per quelle che si vogliono perdere (telecomando in posizione scomoda che richiede un grande sforzo consapevole)

Ok, ma perché 20 secondi?
Perché si tratta di abbassare la barriera che ostacola il cambiamento di soli 20 secondi.

Si stima che al giorno guardiamo tre ore di televisione. Ma ci rendiamo conto di quanto potremmo fare in quelle 3 ore. Tre ore per andare a correre, incontrare un amico, studiare, leggere, scrivere, approfondire, rilassarsi per davvero, pianificare e mille altre ancora.

Rendere difficile una cosa semplice come guardare la tivù può davvero regalarci un ammasso di tempo incredibile.

Shawn, inoltre, sottolinea di come la regola dei 20 secondi sia uno strumento utile anche per limitare le scelte a nostra disposizione.
Troppe scelte ci mandano in crisi, consumano l’energia mentale e alla fine è un po’ come quando si va in una pizzeria che ha una scelta infinita di pizze. Si scorre tutto il menù dieci volti e poi si sceglie quella solita.

Quindi ridurre le scelte è fondamentale per non dar alibi al nostro cervello e diventare focalizzati.
Per ridurre la scelta bisogna definire alcune regole con anticipo in modo da non sovraccaricare il cervello e la nostra forza di volontà.

Definire la regola che quando si studia non si controlla il telefono riduce la possibilità di ritrovarci quasi per caso a scorrere la home di Facebook piena di gattini. Se poi metto il telefono rinchiuso in una scatola, nell’ultimo ripiano dell’armadio ancora meglio.
Regole semplici, da seguire con rigidità i primi giorni che poi via via che il comportamento si fa abitudine diventeranno più flessibili.

Cari koala campioni del salto col divano, siamo giunti al termine. 

Ci sono decine di principi, regole, schemi che ci possono aiutare nel formare abitudini positive. 

Ma, alla fine, ciò che conta è la sperimentazione, la pratica, lo sporcarsi le mani.

Non di miele, eh.