Se cerchi la bellezza, la troverai ovunque!

Se cercherai il brutto, lo vedrai ovunque. Basta aprire un giornale a caso, guardare il notiziario alla sera, parlare di sfuggita con qualcuno ed ecco che ti ritrovi sommerso con così tanto orrore da pensare che l’unica cosa sensata sia starsene in casa odiando tutti.

Quest’attitudine ha un grosso limite, però: é troppo facile. È troppo facile continuare a ripetere quello che ci è stato detto sul mondo invece che aprire gli occhi e andarselo a vedere davvero, questo mondo così crudele. Perché se è vero che c’è tanto fango, è anche vero che da quel fango nascono fiori straordinari e che per assaporare tutta la bellezza non basterebbero dieci, cento, mille vite.

È troppo facile dire che le persone sono cattive, che sono malvagie, invece che parlare con queste persone, conoscerle, conoscerle per davvero, mettendo in pausa il giudizio perenne, la spocchia, il senso di superiorità. Poi, solo una volta conosciute, provare anche a comprenderle, a vedere che ognuno non agisce deliberatamente in un determinato modo che riteniamo sbagliato, ma che ha subito colpi di cui non ha saputo gestire l’entità e si è ritrovato con vuoti troppo grandi da sanare.

Perché sì, è troppo facile giudicare invece che vedere una cosa che sembra assurda: ovvero che ogni persona, anche quella che commette l’atto più atroce, porta sulle spalle il peso di una enorme sofferenza e che forse, anzi quasi certamente, anche noi, nelle sue stesse condizioni, avremmo agito nello stesso modo.

È troppo facile criticare invece che prendersi la responsabilità di noi stessi, delle nostre emozioni, della nostra infelicità. Troppo semplice è il gioco dello scarica barile, del lancio del coltello avvelenato. Difficile è diventare adulti, adulti per davvero. Non c’entra nulla barba, lavoro o anni compiuti, ma la consapevolezza che, di questa barca, noi siamo i capitani. Sempre. Anche e sopratutto durante le burrasche.

È troppo facile lamentarsi di quel che non va, invece che accettare che non abbiamo il controllo su tutto e che le cose, talvolta o spesso, vanno come gli pare a loro e noi abbiamo solo due soluzioni: rimanere attaccati all’idea di come dovrebbe essere o lasciarsi andare.

Difficile è questo: lasciarsi andare. Staccare la mano aggrappata a tutto quello che dona tranquillità, certezza e rendersi conto di una condizione naturale: viviamo dentro un universo di incertezze.

Quindi se proprio devo giocare preferisco cambiare il paradigma iniziale e mi viene da dire che:
se cerchi la bellezza, la troverai ovunque.

E spunterà all’ improvviso, come la primavera. Sarà dappertutto: in un cielo tetro e in un fiore al lato di un marciapiede rotto. Tra i visi di gente al bar e il suono di un cucchiaino contro una tazza.
L’odore di un fuoco acceso, il cigolio di un cardine, l’ululare in lontananza di un cane innamorato.

Sarà come stappar una bottiglia di champagne e venir inondati da tutta questa bellezza semplice che non si esaurisce mai.

Perché esiste la natura che ha il sapore di donna; che si sveste, si copre e, mentre ti trascina con sé, ti lascia vedere solo una caviglia nuda.


Perché esistono le persone e qualsiasi cosa si voglia dire, le persone, sono ciò che rendono quest’esperienza così meravigliosa. Sono le persone che incolpiamo per la nostra infelicità e le stesse persone sono l’ingresso attraverso il quale vogliamo raggiungere la felicità.
Sono le persone quelle che ci fanno provare l’odio, la rabbia e ogni altra sensazione di isolamento e sono sempre le persone che ci fanno vibrare ogni singola cellula.

E poi perché esistiamo noi che magari non sappiamo neanche chi siamo, noi, ma percepiamo e questo lo facciamo davvero tutti che dentro questa scatola di ossa e organi c’è qualcosa.
Non chiedetemi cosa di preciso, ma è qualcosa che va oltre tutto, che abbraccia tutto.
E poi che splende. Fosse solo per questo dovremmo interessarci a questo viaggio.

Come si fa a spiegare? Non si può ed è giusto così.
È una questione di bellezza e questa dovremmo sempre andarla a cercare