Perché la Gratitudine può salvarci la vita

Gratitudine. Essere grati. Dire Grazie.

Fin dal piccoli ce lo dicono. “Sii grato per quel che hai; in Cina ci sono i bambini che hanno solo riso”
A parte l’incredibile immagine stereotipata dei bambini cinesi che mangiano solo riso che se lo sapessero inizierebbero a lanciarci addosso involtini primavera, zuppe in agrodolce e polly con stratificazioni di curry, l’idea di base c’era.
Essere grati per quel che si ha. 

Provare gratitudine, però, sembra difficile quanto non parlare per stereotipi.
Ma cosa significa, intanto, GRATITUDINE.
Cito la Treccani:

Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare 

Bello, bellissimo. Un sentimento così potente da farci provare un bene profondo per qualcun altro, tanto da volergli dare indietro qualcosa. Restituire.

Bello, sì, ma c’è un limite in questo.
Abbiamo in mente l’idea che la gratitudine sia una qualità dell’anima che si può manifestare solo davanti a qualcosa di grande.

Sono grato per essere guarito da un male, per avere incontrato la donna della mia vita, per aver fatto un figlio e via dicendo. Meraviglie su meraviglie.

Ma la Gratitudine non è e non può limitarsi solo a questo, sopratutto per gente come noi che vive in attesa disperata della felicità. 

Perché la gratitudine è un cardine della felicità?

La gratitudine è strettamente legata alla sensazione di felicità. In poche parole, essere grati ci fa più felici (1).  Le persone felici, invece di concentrarsi su ciò che non hanno, sottolineano e evidenziano ciò che hanno.
Ed essere grati per quel poco che si pensa di avere è il primo passo per comprendere che si hanno tante, tantissime cose per cui si può essere grati.

Come dice Assunta Corbo, esperta in gratitudine:

“Abbiamo sempre un motivo per essere grati”

Oh, che bella frase, potrebbe dire uno di passaggio. O, ancor più probabile: sì, certo, voglio vedere te se non hai una lira, un mutuo da pagare e la maledizione di Shiva sulla testa.

Ma siccome a me essere di passaggio non mi piace, decido di entrare dentro e visitare questo mondo assurdo della gratitudine.

E sì, è un mondo assurdo, troppo complesso per quanto è semplice.
Sta tutto qui: se sei grato, sei felice.
Non c’è via d’uscita, non c’è possibilità d’errore.

Non si può essere affamati mentre ci si ingozza al tavolo nuziale. Quantomeno non come prima di iniziare a mangiare.
Anche se il “nostro” mondo andasse a rotoli, potremmo trovare qualcosa per cui essere grati. Degli amici, la presenza della pace nel nostro paese, il fatto di poter mangiare, camminare, respirare. In ultimo, il fatto di essere vivi. Perché certo, se non si è vivi, allora la situazione cambia. Ma dato che questo blog lo leggono solo quelli che hanno ancora gli occhi aperti, o almeno spero, continuiamo.

Gratitudine: un nuovo punto di vista 

Il fatto che è talmente banale che bisogna dirlo.
Immaginate un uomo che si alza al mattino, stringe la cravatta e se ne va a lavoro incontrando persone, animali, strette di mano, occhiate, pensieri, vegetazione nascosta dallo smog.
Ora immaginate un uomo che si alza al mattino ed è grato per il letto sul quale ha dormito, il tetto sotto il quale si è riparato dalla pioggia della notte, l’acqua calda che lo coccola.

Capite che è un inizio di giornata che manco 10 caffè ti danno. Un uomo che entra nel mondo, qualsiasi sia il suo mondo e sottolinea con gli occhi tutta la meraviglia che incontra.
A vederli da fuori sembrerebbero identici, i due uomini. Dentro, uno avrebbe l’appiccicosa piattezza di chi si trascina, l’altro la luce di chi è al timone. 

E questo solo per aver evidenziato ciò che già esiste, ciò che già c’è. 

La gratitudine offre un nuovo punto di vista, rilassa la corsa spasmodica verso una felicità che non arriva mai e ce la fa trovare una “comoda” tra le nostre mani.

I Benefici della Gratitudine

Ma non finisce qui. Perché ad essere grati c’è solo che da guadagnare. Il veder il bello che esiste nella nostra vita e sentire quel senso di spazio che si apre in noi, rende possibile un fenomeno meraviglioso che ho potuto io stesso sperimentare sulla mia pelle: Espansione.

All’improvviso un senso di ampliamento ci avvolge e ci ritroviamo con abbastanza apertura da farci entrare le cose più impensate: un filo d’erba, un sorriso visto da lontano diretto a qualcun’altro, l’attese giornaliere, la saliva. D’un tratto la meraviglia ti sorprende e ti senti dentro questo gioco pazzesco dove ogni cosa cambia sfumatura.
Ti ritrovi in un mondo uguale a come l’avevi lasciato, ma diverso in ogni aspetto.

Sarà new age, ma le cose belle sembrano accadere con più frequenza.
È un po’ assurdo, no? Tutto ingrana alla perfezione quando non ce ne occupiamo più. Quando vediamo che la felicità è nell’ora, questa si dispone per far realizzare i nostri obbiettivi.
La gratitudine ha infatti lo straordinario pregio di farti scivolare in questo momento, rendendolo immenso.

Ma ci sono in più una seria infinita di benefici: per il nostro corpo, la nostra vita sociale, il nostro atteggiamento.
La gratitudine aumenta il nostro benessere fisico(2), il nostro sonno(3), ci rende più ottimisti e più aperti al cambiamento (4). 

Senza contare che un lavoro ben costruito sulla gratitudine può contrastare la depressione (5), accompagnando la persona in un percorso di riscoperta di cose per cui vale la pena vivere.

Esercizi di Gratitudine

-Diario

Ma come si fa ad essere grati, come si può migliorare la nostra propensione alla gratitudine?
Nel mio percorso di studi in Psicologia Positiva, ho avuto modo di sperimentare diversi esercizi. Quello che viene osannato maggiormente è Il diario della Gratitudine.
Insomma, non ci vuole un genio per capire di cosa si tratti.

Un diario dove non si inizia con un bel Caro, ma con un oggi sono grato per…
Si identificano alcuni eventi, situazioni, persone e chi ne ha più ne metta per cui si è grati. Il gioco è molto semplice. Ci si dilunga anche sul perché si è grati e poi si ripone pronto per il giorno successivo.

Molto bello, ma!

Ragazzi, un ma c’è sempre. Infatti, è vero che solo questo atto porta un cambiamento tangibile nella nostra vita, ma non è abbastanza. Non per la mia esperienza, comunque.
Dopo aver redatto il mio diario per una sfilza di giorni, mi sono ritrovato ad elencare cose su cui non riflettevo, cose grandi ma buttate sul foglio come per routine (sono grato per babbo, mamma, il sole, la vitaaaa, l’amoreee, scusate). Nel senso che le scrivevo ma non ci entravo dentro. Non nel profondo.

Quiiindi, il mio spassionato consiglio è quello di sentire questa gratitudine, lasciando che il motivo scivoli dentro di noi, si piazzi sul petto e ci irrori il corpo.
Come si fa?

C’è sempre un solo punto d’accesso: il presente.
Scivoliamo dentro il presente, prestiamo attenzione al nostro corpo, al respiro (lui sì che è importante) e piano piano raccogliamo le immagini della giornata, i momenti che ci hanno attraversato.
Nel sentire la gratitudine cresce, non nel solo pensare.

LETTERA DI GRATITUDINE 

Un altro grande, bellissimo esercizio è di una semplicità sconvolgente e una bellezza rara.
Una lettera, una lettera di gratitudine.
Basta fare così. Prendi carta, penna; individua una persona importante per te ed inizia a raccontarle tutta la tua immensa gratitudine che provi per lei.
Sarebbe bello, se si può, leggergliela. Attenzione: può causare sbalzi d’amore universale.

Insomma, la gratitudine è un elemento cardine per la nostra felicità.
Possiamo rincorrerla, chiedere che ci venga incontro, che ci salvi, ma non succederà se prima non riconosciamo che lei è già qui, con le braccia aperte, in attesa di essere riconosciuta con gli occhi pieni di Gratitudine.

“Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci”
Gabriel Garcia Marquez

Qui se vuoi saperne di più sull’Elettrocardiogramma della Felicità, un percorso nelle scuole dove affronto con le storie le Emozioni, la Consapevolezza e appunto la Gratitudine 

Qui l’intervista di assunta su happiness on the road

Bibliografia

(1) Emmons, R. A., & McCullough, M. E. (2003). Counting blessings versus burdens: An experimental investigation of gratitude and subjective well-being in daily life. Journal of Personality and Social Psychology, 84, 377-389. doi:10.1037/0022-3514.84.2.377

(2) Hill, P. L., Allemand, M., & Roberts, B. W. (2013). Examining the pathways between gratitude and self-rated physical health across adulthood. Personality and Individual Differences, 54, 92-96. doi:10.1016/j.paid.2012.08.011
(3) Jackowska, M., Brown, J., Ronaldson, A., & Steptoe, A. (2016). The impact of a brief gratitude intervention on subjective well-being, biology and sleep. Journal of Health Psychology, 21, 2207-2217. doi:10.1177/1359105315572455

(4) Lashani, Z., Shaeiri, M. R., Asghari-Moghadam, M. A., & Golzari, M. (2012). Effect of gratitude strategies on positive affectivity, happiness and optimism. Iranian Journal of Psychiatry and Clinical Psychology, 18, 164-166

(5) Cheng, F. K. (2015). Recovery from depression through Buddhist wisdom: An idiographic case study. Social Work in Mental Health, 13, 272-297. doi:10.1080/15332985.2014.891554Fare ciò che ci piace ci rende felici?

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