I 5 TIPI SPIRITUALI CHE NON VORRESTI MAI INCONTRARE

La spiritualità si è estesa nel nostro mondo con la stessa velocità dei selfie e dell’allergia al glutine.
Le persone spirituali appaiono all’improvviso ad ogni angolo con un’aurea mistica e una citazione di Buddha pronta sulle labbra.

Non ci si può fare nulla: il processo di spiritualizzazione mondiale è iniziato e ormai è impossibile arrestarlo.
Nel bene e nel male.
sports-meditation-guru-icon

Oh, che sia chiaro: alla fine era inevitabile. Tutta sta roba fatta di materia non ci basta.
Non ci basta l’iphone, non ci basta il lavoro, la posizione sociale, l’immagine ben costruita. Neanche i soldi ci bastano, a giudicare da quel che combinano quelli a cui i soldi escono persino dalle orecchie.

Sembra chiaro a tutti che esiste un vuoto dentro di noi che è non è rimepibile.
Un vuoto che assorbe tutto quello che ci stipiamo dentro e ci restituisce una sensazione di solitudine, di lontananza, di vertigine.

E allora ben vengano gli spirituali, la spiritualità, l’affannosa ricerca.
Ma ci sono 5 tipi spirituali che ti fanno desiderare tutta la superficie del mondo.
Sono 5, o forse molti di più, i tipi spirituali di cui essere consapevoli perché va bene andare alla ricerca del vero, ma andarci con uno squilibrato rompipalle ti rovina tutto il viaggio.

Allora ecco qui la lista da tenere sempre con sé ogni qual volta che vi avvicinerete ad un gruppo OmAm, un sentiero YingYang o ad una persona che ha modificato il suo nome in ValrioOM Shamballa:

1) IL MATEMATICO

“Tutto è uno” “Noi siamo l’infinito, l’infinito siamo noi” “La dualità non esiste”
infinity_sm.jpg

Sono queste alcune delle espressioni usate dal matematico per esprime la sua profonda spiritualità. È fermamente convinto che solo al raggiungimento della soglia di 1754.4473 persone risvegliate il mondo effettuerà il balzo quantico entrando nella settima dimensione.
Vede numeri ovunque: si alza alle 7.07 ogni mattina dal 1977 perché, sebbene gli occhi facciano un’estrema fatica ad aprirsi, i portali spazio-quantici-temporali si aprono solo a quell’ora e se non ci si balza dentro si rimane fuori dalla luce Cristica che copre gli iniziati.

Mangia alle 13:13, 17:17 e 20:20 e, se per qualche ragione non riesce ad essere puntuale, aspetta che le lancette dell’orologio si riposizionino all’ora dove i numeri diventano speculari e obbliga i commensali a fare altrettanto.

Fino al 12/12/12 ha organizzato ogni anno il raduno internazionale di salto quantico, ma dopo questa data, quando si è reso conto che sfortunatamente il nostro calendario conta solo 12 mesi, è entrato in una profonda depressione.

2) LA COPPIA

La coppia spirituale è ammirata da tutti. Il loro incontro karmico è stato voluto dalle stelle. Si sono incontrati nel giorno del Wesak e, durante una meditazione trascendentale, il volto di lui è apparso nella mente di lei, e il volto di lei è apparso nella mente di lui (dopo un’attenta controllata alle protuberanze sul quarto chakra)

Si amano profondamente e si vede. Si vede nel senso che te lo fanno vedere.
Te lo fanno vedere nel senso che ti si piazzano davanti come due adolescenti innamorati con la sola differenza che, invece di limoni duri, loro si scambiano forme pensiero d’amore indicandole col dito.

La loro relazione non ha tempo. Le loro anime si sono conosciute su Atalandite, rincontrate in Egitto, in Grecia ed in India, in tempi di sfarzo e di magia, ed ora si sono finalmente unite nello smog di Milano.
pexels-photo-59059.jpeg

Non si scambiano messaggi perché sono telepatici. Hanno ormai installato una sorta di WhatsApp animico dove basta un pensiero per fare arrivare una notifica nel corpo astrale e informare l’amato che è finito il pane ai 108 cereali.

Si fidano ciecamente l’uno dell’altro perché ciò che li lega è oltre le dinamiche di gelosia e dipendenza degli uomini.
Lui la venera e, ogni volta che gli occhi si posano sul sedere dell’insegnante di Yoga, si fustiga la schiena con fruste spinate. Lei lo lascia totalmente libero, capisce le sue esigenze e gli permette di andare a giocare a calcetto il Giovedì sera.
Lo guarda mentre si addormenta la notte e aspetta solo quel momento per osservarlo in tutta la sua bellezza e per controllargli i messaggi su WhatsApp. Quello animico, s’intende.

3) LA SENSITIVA

Non incontri la sensitiva; è lei che incontra te. Lei ti ha sentito arrivare almeno 3 ore prima e te speri solo che non sia per il fatto che è da due giorni che non ti fai la doccia.
Con un passato da cartomante incallita, conosce tutte le declinazioni e caratteristiche dei segni zodiacali. Se per sbaglio incappi nell’errore di dirle la tua data di nascita, lei è capace di riprodurti su foglio A4 la posizione esatta delle stelle e dei pianeti di quel giorno.segni-zodiacali-simboli-644x646.png

Percepisce i tuoi traumi infantili meglio di Freud ed è determinata a salvarti da essi.
In realtà, è determinata a salvarti la vita a tutti i costi e, quando le fai presente che tutto sommato la vita ti va abbastanza bene, lei ti ricorda che la ferita con tuo padre è ancora aperta e non servirà nulla negare l’evidenza.

La sensitiva è classicamente una donna.
Ha passato i 50 e ha una passione sfrenata per tingersi i capelli. Colore preferito: rosso porpora.

La sensitiva, oltre a sentire, vede. E vede tutto quello che non vediamo noi.
Vede le correnti d’energia che scorrono nelle stanze ed è solita immobilizzarsi guardando il vuoto con sguardo allucinato. Sarà inutile chiudere la finestra e dirle che sono solo gli spifferi perché lei sente e, ancor di più, vede. 

Se è nel periodo di sensitiva rivelatrice ti guarderà da lontano e, appena incontrerai il suo sguardo, ti farà un sorriso lieve e un’espressione dolce da nonna Giovanna. 
Successivamente si avvicinerà e ti sussurrerà all’orecchio che vede una presenza vicino alla tua spalla sinistra. Non provare a chiedere spiegazioni.
Lei non te le darà. Lei si limita a vedere e a riportare. Tanto poi in casa da solo ci stai tu. 

4) IL GURU

Il Guru è uno dei personaggi più noti del cerchio spirituale. Affinché il cerchio si formi, infatti, sembra che sia necessario. Non importa se hai letto che non è più tempo per affidarsi completamento all’altro; che nessuno potrà mai estrarre la spada del dolore dalla tua anima. Siam fatti così: il GURU ci piace e al GURU piacciamo noi. 

toonvectors-465-140.jpg
Per sua natura pacifico, il Guru nasce vegano. Col il solo tocco delle sue labbra trasmutò il latte materno in latte di soia e si nutrì di bacche ed erbe fin dalla tenera infanzia. 
Ha insegnato ai genitori a meditare ed a risolvere i conflitti in modo armonioso.
Non ride mai sguaiatamente, non è mai troppo serio: il guru porta impresso stampato sulla bocca un sorriso enigmatico che anche alla Gioconda farebbe venir voglia di dirgli
-ma che te ridi?- 

Il guru nel suo sari bianco indiano medita continuamente. Ha trasceso le limitazioni della personalità e dell’Ego ed ora è pronto per riportare le pecorelle smarrite sulla retta via. 
È una sorta di matematico meno cervellone. Meno cervellone nel senso che sembra un po’ stupido. Un mix tra il rincoglionito e l’assonnato dopo uno spinello. 

Ultimamente molto social, il Guru ha:
-una pagina Facebook che conta più di 100.000 mi piace che controlla ogni giorno facebook_318-136394
-una pagina Instagram dove posta le sue foto in meditazione nei pressi di una cascata d’acqua magica 
-un profilo Twitter dove cinguetta l’amore per il mondo in 140 caratteri
-un profilo Linkedin che -va bene che quella del Guru è un lavoro fruttifero, ma con la crisi non si sa mai
-un account Snapchat per postare in tempo reale l’apertura del quinto chakra

Il guru di per sé, oltre alle attività social, non fa molto; per lui ci pensano i seguaci. 
I seguaci, parola canta, lo seguono ovunque. Lo seguono nelle sue passeggiate meditative, nei suoi discorsi, nei suoi spostamenti verso il bagno e il Guru accetta compassionevole tutto ciò. Ma il -Mo te stacco la testa- che è in lui è pronto a scatenarsi appena realizza che qualcuno ha appena smesso d seguirlo su Instagram.

5) IL CORSISTA 

Il corsista ha fatto più corsi che anni di vita. 

Reiki? Corso triennale
Lettura dell’aura? Corso di due anni con occhiali, un anno senza.
Meditazione? Corso Biennale di Meditazione trascendetale, Vipassana, mindfulness, Oponoopono, tibetana, Osho, tantrica, zen e pure quella del nonno di Goku.

Il corsista si caratterizza per essere ambosessi: donne e uomini si buttano nei corsi come fossero piscine, acquistando una conoscenza spirituale più ampia di quella di Umberto Eco per la lingua italiana. 
Il corsista è, inoltre, un lettore accanito. Legge compulsivamente i libri dei grandi maestricosì come li chiama lui e conosce a memoria le grandi citazioni. 

pexels-photo-300412.jpeg

Il corsista è un bulimico della spiritualità. Salta da un corso all’altro, si abbuffa di tecniche e metodi e conosce tutti i segreti che portano all’illuminazione.
Per ora, conosce davvero solo quella dell‘Enel. 

Il principale ostacolo che avrai se incontrerai il corsista sarà il dialogo. O meglio, il monologo. Con il corsista, infatti, i meccanismi di turnazione caratteristici anche del discorso da bar vanno a farsi benedire. Il corsista ha la lingua come uno scivolo e sciorina racconti impreziositi da punte new age per ore ed ore. 

Sono 3 gli stratagemmi che puoi utilizzare per salvarti da una situazione d’emergenza. 

A) Il primo è il più facile: Fuggi. Scappa lontano, ma ricorda che scappare da un corsista incallito è come scappare dalla morte. Prima o poi ti trova. 

B) Il secondo è faticoso e di resistenza. Si tratta della tecnica del pupazzo a molla. Mi riferisco a quei pupazzetti che si mettono sul cruscotto della macchina che riescono interrottamente ad andare col collo avanti ed indietro. 

Ricorda: il corsista si nutre del suo stesso EGO, come tutti gli altri tipi spirituali, come tutti e basta. A lui non interessa se lo stai ascoltando davvero. Dagli solo l’impressione e lui sarà contento. Te, nel frattempo, potrai pensare a tutte le altre migliaia di cose divertenti che avresti potuto fare invece di iscriverti a quel corso. 

P.S. Potrebbe essere utile, per sviluppare l’elasticità collica, un po’ di yoga. 
P.S.2. Il corsista è inscritto in tutti quelli della tua città, in ogni livello, in ogni modalità. Se è maschio, anche nel corso per donne in gravidanza

C) Il terzo stratagemma da utilizzare contro il corsista spaccamaroni logorroico è quello che tutti i grandi alpinisti sanno di dover usare nell’eventualità che un orso grizzly appaia sul loro cammino: FINGITI MORTO. 
Svieni a terra, contorciti in spasmi lancinanti. Non ti preoccupare: il corsista continuerà la sua dialettica come nulla fosse, ma forse la sensitiva e il Guru, con il loro spirito di salvatori del mondo, passano di lì e ti mettono in salvo per davvero. Ti ispezionano l’anima, ma almeno ne esci vivo. O quasi.
pexels-photo (4).jpg


Insomma, questi erano i 5 tipi spirituali che non vorresti mai incontrare, ma ce ne sono molti, moltissimi alti. 

Come non menzionare il salutista che dopo 4 anni da fruttariano, 6 mesi da respirariano e 2 anni da crudista ora mangia esclusivamente verdura raccolta durante il plenilunio del toro? 
E poi c’è anche il giovane. Ragazzino, barba incolta e atteggiamento da intellettuale dei noialtri. Precedenti incarnazioni sempre di prima classe; vite spese al fianco di maestri di ottima scelta. Ha un Blog dove parla di Felicità e Amore e, prendendo in giro i tipi spirituali, pensa di non farne parte. Non sto parlando di me, sia chiaro. 

C’è bisogno di spiritualità, ovunque. Ma, forse, diventare un tipo spirituale non ti elimina tutti i bagagli con cui sei arrivato quaggiù. Che non sia solo un’altra maschera, un altro ruolo da interpretare per ben figurare agli occhi degli altri e di noi stessi? 

Per mia esperienza personale non mi sono mai sentito appartenere a nessuno dei due grandi gruppi in cui dividiamo il mondo. Né materiale indurito, né spirituale indottrinato

Che non sia solo un’altra semplificazione che usiamo per non sperimentare il brivido della totale libertà?
 
E poi: Cosa è la spiritualità alla fine? 
Bere una birra con un amico è forse meno spirituale che meditare per giorni rinchiusi in un monastero?
Godere del cibo, del corpo, della materia è forse meno spirituale di un corso sull’antica arte di strizzare i brufoli con la forza del pensiero?
È più spirituale un uomo che s’arrabbia o un uomo che pensa che arrabbiarsi sia sbagliato?

Le definizioni forse sono importanti, ma se ci si focalizza solo su queste c’è il rischio di girare intorno ad uno stagno di parole.
Definire a tutti i costi la spiritualità secondo le nostre logiche è un po’ come cercare di afferrare l’aria. Puoi anche chiuderla sotto un bicchiere e immobilizzarla, ma appena ne avrai voglia e sposterai la gabbia, lei se ne sarà già andata via. 

Mi piace pensare ad una spiritualità permeante, che abbraccia tutto quel che possiamo toccare. Una spiritualità sempre in divenire, in procinto di manifestazione ma sempre accesa. Come l’elettricità esiste indipendentemente dall’accensione dell’interruttore, così la spiritualità può essere presente in ogni particella e ci incendia davvero quando consapevolmente gli regaliamo la nostra totale presenza.

Ed eccolo qui: il giovane, uno dei tanti tipi spirituali, si è manifestato. Ma non c’è nulla di male, in fondo.
Ci alterniamo un po’ tutti in questo valzer di maschere spirituali e non.
Magari prendere le cose un po’ più alla leggere, cazzeggiare un po’ di più potrebbe essere utile per non diventare uno di quei tipi spirituali che non vorresti mai incontrare.

Come direbbe la sensitiva:
– Buona vita: a te e a quel coso che ti sta vicino. Sopra la spalla destra-  

 


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...