Ansia: le 3 -P-per sconfiggerla

Ansia e Chapter Zero vanno di pari passo.
Mano nella mano viaggiano nel mondo e, dopo qualche viaggio insieme, ho capito che è possibile anche lasciarla a casa, ogni tanto.

Io, nel corso delle nostre scorrazzate, ho individuato 3 modi per sconfiggere l’ansia che tanto, se la metti in valigia, ti fanno pagare un mucchio di soldi in più.

ansiaIo non lo so come vive la gente la fuori; se è contenta o triste, felice, incazzata, allegra, rompipalle -sì, rompipalle lo sono in tanti- ma di certo c’è una cosa che è presente nello stomaco di tutti, oltre le birre del sabato sera: l’ansia. 

Ragazzi che roba, l’ansia. In qualche articolo ho scritto già di come da bimbetto brufoloso questa cosa che mi balzava addosso e mi rovinava le giornate.
E, in un momento dove volevo fare più cose di quante ne ero in grado di pensare, ho buttato giù qualche stratagemma per stoppare la malefica ansia del fare.
Perché qui è tutto un correre come cani sciolti con la differenza che noi non ci godiamo neanche la corsa. 

Ansia, chapteriani, ansia.
Quell’ansia tipo -mio dio non voglio più vivere- 

L’ansia che ti piglia e ti sconquassa prima di un esame, un discorso, un colloquio di lavoro, un viaggio, un qualsiasi cosa che si è piazzato lì davanti a te, in un futuro più o meno prossimo.

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Ora, l’ansia va un po’ capita perché, a forza di demonizzare le cose, quelle diventano ancora più grandi e spaventose. Tipo quando si bruciavano le streghe e loro, che erano streghe per davvero, si vendicavano facendoti crescere una coda di maiale come Hagrid con Dudley Dursley in Harry Potter. 

L’ansia, spesso, ci salva le chiappe, tanto ormai siamo in tema. 

Per tutti i 5 giorni precedenti agli esami, io mi alzavo alle 8 in punto mica perché ne avevo voglia, ma perché il mio stomaco pieno d’ansia mi shakerava roba che manco per il Mojito. E via in bagno e via a studiare. 
Insomma, l’ansia ti fa saltellare sui blocchi di partenza invece di essere sempre il solito Homer Simpson sdraiato sul divano con la lattina di birra sulla panza. 

E poi non sto di certo parlando di chi soffre davvero di disturbi d’ansia, quantomeno non me la sento proprio di consigliare qualcosa a loro, tanto più in un articolo con riferimenti a code di maiale, Mojitos e Homer Simpson. Anche se Homer è alla stregua di un Dio. 

Comunque, fatte le dovute precisazioni, siamo al punto in cui lancio su questo foglio elettronico le mie, e ripeto mio, strategie personali per sconfiggere l’ansia.

LE 3 -P- PER SCONFIGGERE L’ANSIA

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  1. PROCESSO
    Ora, io sono sempre un po’ contrario a quelle frasi– questo XY ti cambierà la vita- ma focalizzare l’attenzione sul processo ha rivoluzionato il mio modo di vedere le cose. Prima di tutto bisogna distinguere tutti i processi che metti in atto in due macro categorie:

    – Cose su cui si ha il controllo
    -Cose su cui non si ha il controllo

    Abbiamo il controllo sullo sforzo, sullo studio, sull’impegno, sulle tecniche.
    Non abbiamo il controllo sul risultato, sul successo o no, su ciò che gli altri penseranno di noi e sul quel che facciamo. process

    L’ansia viene quando spostiamo il focus su quello di cui non si ha il controllo rispetto a quello su cui si ha. E grazie al ciembalo che ci viene l’ansia.

    Se ci stiamo a intrippettare il cervello con tutto quello che potrebbe accadere e di cui noi non possiamo occuparcene, figlio mio, o sei il Dalai Lama o ti riempi d’ansia tipo materassino gonfiabile.

    Cosa diresti ad uno che se ne sta tutto il giorno a guardare il mare mangiandosi le unghie e preoccupandosi per l’eventuale arrivo di uno tsunami?

    L’attenzione va messa sul processo, su tutti quei pallosi, ripetitivi passi che ci fanno muovere alla velocità di una lumaca ma che almeno ci spostano in avanti.
    Ogni volta che l’ansia viene a bussare è un chiaro segnale che ci stiamo preoccupando per cose sui cui non abbiamo il controllo.

    Che poi, intendiamoci, non c’è nulla di male.
    Però, quando facciamo fatica a respirare per colpa dell’ansia, ecco, ricordiamoci di mettere l’attenzione sul processo. Se non siamo già svenuti.

  2.  PRENDERE LE DISTANZE

    Frena, frena, frena ansia mia.
    Ma non è che mi sto preoccupando per qualcosa di insignificante?
    Non sarà che sto prendendo tutto un po’ troppo seriamente?
    A tal proposito ho già scritto in passato qualche roba per come io riesco ad allentare la morsa dello stress.

    -L’ARTE DEL CAZZEGGIO 
    -PRENDETE LA VITA CON LEGGEREZZA…

    Prendere le distanze dalle cose, dagli eventi. Rivalutarle da un’ottica diversa. distance.jpgSmetterla di sbattere la testa contro il muro, ma alzare gli occhi, stendere la schiena.
    Prendere le distanze pure da noi stessi.
    Provare a fare conto che tutto questo sia solo un grande film che scorre veloce e noi possiamo vedere tutti i frammenti che ne seguiranno. Un signore che un po’ di tempo fa qualche cosa l’aveva capita diceva:

    Se c’è soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione perché ti preoccupi?                                                                                                                                    Aristotele

    Prendere le distanze vuol dire un po’ questo, per me.
    Essere consapevoli che davanti ad un qualsiasi problema che ci provoca ansia possiamo agire o accettare a seconda dei casi.

    L’ansia ci offusca la mente, ci sotterra i pensieri. Facciamo un passo indietro, prendiamo le distanze e guardiamo diversamente. 
    Per prendere le distanze potrebbe essere utile praticare un po’ di meditazione che già quella da sola è in grado di diminuire l’ansia. 
    Ti lascio i miei 3 consigli per iniziare a Meditare.

    -Perché la meditazione non è difficile come pensi. 3 problemi e 3 consigli per iniziare.

  3. PRESENZA 

    Ecco, questo è uno di quei punti chiave, ma non solo per sconfiggere l’ansia.
    In -OGGI È IL DOMANI CHE TI PREOCCUPAVA TANTO E TUTTO È  ANDATO BENE-
    scrivevo che mi ero accorto che l’ansia non arrivava mai da sola, ci mancherebbe.
    Per l’ansia, più siamo, meglio è.

    Insomma, quest’ansia veniva sempre con un pensiero: IL DOMANI. 
    Lo abbiamo già detto nell’attenzione al processo.
    C’è sempre una preoccupazione, non è così?

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    Siamo esseri proiettati al di fuori e sempre in avanti.
    A volte indietro ma la nostra ansia scavalla sul binario che conduce al futuro con una velocità tale che farebbe impallidire Trenitalia e, in più, non ha manco i ritardi. 
    Lei arriva puntuale, svizzera, e si pianta lì finché non ti viene una gastrite.

    Ma c’è una soluzione e questa è davvero cruciale.
    Nella mia esperienza di meditazione in Asia:

    -5 GIORNI DI MEDITAZIONE A CHIANG MAI

    la mente si era squarciata, i pensieri se ne erano andati via e un senso di pace era affiorato sulla superficie della pelle.
    Una botta assurda di benessere, altro che centri massaggi, SPA, e cremine per il viso.

    E lì davvero ho capito che la presenza è tutto.
    Essere presenti dentro la vita, dentro quello che si fa.
    Se davvero vogliamo diminuire l’ansia, sconfiggerla 6 a 0, serve questo la presenza.

    sports-meditation-guru-icon

    Quando l’ansia arriva e la sentiamo che si muove viscida dentro, perlustra gli organi e poi si attacca ad un pensiero, riagganciamoci al presente.

    Lo so che è banale ma alcune volte il banale mi sconvolge.

    Io, mentre scrivo queste cose, ho diverse preoccupazioni, come tutti.
    L’università, i miei progetti, gli esami e via dicendo.

    Ebbene, queste preoccupazioni non esistono.
    Cioè, non hanno proprio forma nella vita vera. Sono costrutti fatti di pensieri rigidi e nulla più.
    Ora, non esistono.
    LO SO, lo so, facile a dirsi. Facile a 23 anni, facile senza problemi. 

    Forse, ma se io sono partito con qualche vantaggio in più non significa che anche altri non possano riuscire in questa semplice conquista mentale.
    Nel presente non esistono problemi.

     E se davvero ti sembra che esistano, prova a scoperchiare la rete fitta dei pensieri. Davvero, è possibile.
    Guarda il mondo, solo per 5 secondi, come se lo vedessi per la prima volta.
    Ancora prima di essere capace di formulare un giudizio, un’osservazione.

    Presente. Completamente LIBERO.


    pexels-photo-27501.jpg

L’ansia è una delle sensazioni più orribili, almeno per me.
Rovina ogni cosa, sempre.
Come la pioggia la domenica. 

Ma possiamo intervenire.
Lentamente, gradualmente, ma possiamo.
Non siamo noi ostaggi dell’ansia, ma è lei al nostro guinzaglio. 

L’attenzione sul PROCESSO, il PRENDERE le distanze e la PRESENZA sono solo 3 delle innumerevoli strategie che possiamo utilizzare.

La prima, però, quella che sta a monte e forse la più efficace, avviene nella presa di consapevolezza delle nostre capacità.
Prima di diminuire l’ansia, possiamo far crescere le nostre certezze, creando così un terreno solido dove l’ansia si troverà a disagio. L’ansia in ansia. Una genialata.

E, in ultimo, BUTTIAMOCI.

L’ansia si nutre di se stessa, delle ipotesi, di ciò che può accadere.
Ecco: andiamo a vedere quel che può accadere, quel che succede.

Siamo sicuri che sarà la fine del mondo?
Siamo sicuri che anche la più negativa delle versioni possibili sarà così impossibile da superare?

Facciamo un salto nel vuoto. Con intelligenza, con sapienza, ma BUTTIAMOCI. 

Perché una vita in preda alla paura di vivere non può essere chiamata Vita.


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