Perché meditare non è difficile come pensi. 3 problemi e 3 consigli per iniziare a Meditare.

Meditare è difficile, meditare è molto più che difficile: è impossibile!
Meditare è per santoni, guru, Buddha, illuminati.
Meditare è per tutti tranne che per me.
Anche se ormai sta diventando sempre più di moda c’è ancora una resistenza atavica, non è così? La meditazione, infatti, è entrata ad occidente dalla parte sbagliata e nel modo meno attraente possibile. 

L’uomo seduto con le gambe incrociate, la schiena ben dritta e un sorrisino che gli spunta dalle labbra. Pace e Amore che si diffondono da lui, nulla che lo può toccare davvero e la vita che diventa facile e trallalerotrallalà.

È ovvio che quando ti metti lì la prima volta e senti la schiena spezzarsi come un grissino, altro che tonno, ti viene da spalancare gli occhi, andare in un monastero Buddista e dare una testata al primo pelato che incontri. Tanto, voglio dire, loro sono pacifisti e il massimo che ti possono fare è un sermone su come bisogno essere tutti fratelli. 

Meditare NON è difficile. Meditare è semplice e, pertanto, la nostra mente impegnata a scorrere la home di facebook progettando missili spaziali, la etichetta come DIFFICILE.(questa mi sa che l’ho letta in un libro di Osho)
Ma non lo è ed ora vi spiego il perché. 

Sì: eccolo, è arrivato. Il nuovo Buddha 2.0 ci spiega il segreto della meditazione. 
Soffro del disturbo di personalità multiple, scusate. 

Comunque che sia chiaro: io qui porto la mia esperienza di pratica giornaliera e di almeno un migliaio di volte che, provando a meditare, mi sono sentito assalito da un’onda di frustrazione che quella energetica di Goku è una lampadina a basso consumo energetico. 

Via, diamoci un taglio e iniziamo. Ci sei? 

Meditare non è difficile, te lo devi mettere bene in testa. Ma ci sono almeno 3 grandi problemi da affrontare quando ci si mette a Meditare le prime volte.
Non ti preoccupare, il tuo Marco 2.0 ti ha preparato 3 consigli su come iniziare che faranno sembrare i problemi delle montagne di carta.

1. IL PREGIUDIZIO

Ti metti lì, chiudi gli occhi e già sei perso. Hai letto qualche articolo, una volta hai fatto anche un corso di crescita spirituale e ti è sembrato di vedere, nel mezzo di una meditazione, la madonna di Louvre con una giacca di pelle che ti indicava la via per Damasco in sella ad una Harley Davidson, ma ora tutto sembra così incasinato.

Qualunque sia la tua esperienza pregressa, il pregiudizio sarà sempre il primo grande ostacolo e, se non lo butti giù, puoi pure preparati ad andare nel monastero alla ricerca di qualcuno su cui versare la tua rabbia.

La prima volta che meditai me la ricordo come se fosse ora. Mi sentivo così figo ad accendere la candela, a chiudere gli occhi, a fare grandi inspirazioni.
Ero il Dalai Lama versione Mini. Dopo qualche minuto il senso di pace fu immenso.

Oh, mamma mia. Era come se stessi volando dentro di me. E non lo dico per fare ancora di più il figo. È stata davvero un’esperienza allucinante e, probabilmente, il motivo per cui ho continuato e per il quale mi trovo qui a sciorinare consigli a destra e manca

Fatto sta che da quella volta in poi non ho fatto altro che provare a ritornare a quella vecchia sensazione di pace. E questa è stata la ragione per cui ho iniziato una lotta contro me stesso, la mia mente, e quell’omino che una volta avevo visto su un foglietto della banca con scritto: Medita dove mettere i tuoi risparmi. 

Il pregiudizio è il primo passo che fa diventare la meditazione difficile. 

Quale pensiero, quale idea, quale giudizio hai sulla meditazione?

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Dagli un calcio nel c**o! 

 

Non sei un coglione se ti metti a meditare, non sei un genio, non ti trasformi in un monaco Buddista, né in un fricchettone.

Affronta la meditazione  con l’eccitazione di scoprire qualcosa di nuovo, mettendo da parte la voglia o la necessità di capire tutto.

Ti stai avventurando in un viaggio che ha centinaia di benefici (arriverà un post più in là, forse) e, se ti metti con una gabbia dentro la testa, li hai già fatti fuori tutti.
 
Identifica il tipo di pregiudizio che ti ritrovi e allontanati da lui:

La meditazione è per i santi? Kety Perry, Jennifer Aniston, Ivanka Trump meditano ogni giorno. Non stiamo parlando di San Francesco o Madre Teresa, su. 
La meditazione è difficile? Continua a leggere questo articolo!

Una volta che si supera questo problema del pregiudizio e ci si mette lì belli tranquilli, ecco che arriva il secondo problema. E questo può fare impazzire.

2. IL CORPO

Nel articolo sulla mia esperienza in un monastero in Thailandia scrivevo così:

Non hai mai apprezzato fino in fondo la magnificenza di stendere le gambe fintantoché non ci stai seduto sopra per un’ora e le ginocchia diventano come bulloni arrugginiti pronti a saltare in aria

Sì, lo so. Essere autoreferenziali è il primo passo per far diventare l’Ego grande come una mongolfiera ma penso che renda bene l’idea.

Le gambe non trovano una posizione, la schiena si indurisce, i glutei, i piedi, tutto diventa secco e rigido come una tavoletta di legno.
Dopo appena 10 minuti ti sembra che il copro si stia per spezzare.
Boom, salta in aria e tanti saluti. 

Ci sono diverse teorie: chi dice che bisogna stare con le gambe incrociate, la destra sopra la sinistra, il fiore di loto, il mezzo fiore di loto, la posizione della farfalla svizzera ubriaca. Occhi aperti, occhi chiusi, occhi socchiusi, un occhio aperto, uno chiuso. 

Se sono le prime volte: FOTTETENE. 

Mettiti nella posizione più comoda per te. Lo so che se il mio amico monaco Thailandese leggesse queste parole gli prenderebbe un colpo. Sì, ci sono posizioni da rispettare, forse. 

IO faccio un po’ come mi pare.

Per me la meditazione è un piacere, un incontro, uno spazio mio e solo mio dove sbatto il mondo fuori. 

MA COME SI FA A NON IMPAZZIRE?

Il problema del corpo indolenzito rimane lo stesso, sopratutto se mediti per un po’.

    RESISTI. 

Mizzeca oh, consigli da Premio Nobel. 

Sì, resisti, decidi di non mollare perché la ricompensa sarà meravigliosa.
Se leggi quell’articolo lo capisci. 

Arriva un momento dove le gambe smettono di torturarti, si prendono una pausa e allora ti sembra che inizia una festa
Porta l’attenzione sul dolore: sentilo, guardalo, fagli vedere che ci sei.
E non sto parlando solo del dolore fisico. 

In questa corsa ad ostacoli verso la Meditazione, dopo aver superato in scioltezza (giusto?) i problemi riguardanti schemi mentali e problemi fisici, arriviamo a quello che ti fa venire la voglia di infilarti un amo nel naso e strapparti via il cervello come facevano gli Egizi.

3. IL PENSIERO 

Sembra quasi che non sia possibile. Dai, non è possibile avere così tanti pensieri.
Non è possibile averne così tanti allo stesso tempo che si ramificano manco il Nilo (tanto per rimanere in tema). Invece è così. 

Siamo in una gabbia di pensieri, amici miei e, se ti metti lì ad occhi chiusi, te ne accorgerai bene. Partono a mille all’ora, si scontrano, si incontrano, fanno l’amore, la guerra, procreano, si uccidono, si mangiano, si impennano, urlano, sussurrano, spaccano i timpani, si iniettano nel sangue e ti fanno esplodere un polmone, la milza, ogni cellula. 

I pensieri, roba da non crederci. 

Che senso ha allora mettersi lì a farsi del male se questi non si fermano manco con le minacce. 
Ha senso, fidatevi, ha senso. 

Perché forse non si fermano, ma possono essere rallentati. 
Forse non si arrestano, ma possono scivolare via. 

Lo sapete già, dai. Si tratta di OSSERVARLI.
Quella cosa dell’osservatore esterno, dello spettatore, del guardare il testimone. 
Ecco, non sono tutti belli slogan. FUNZIONANO, almeno per me s’intende!

Ad un certo punto, dopo un po’ che te ne stai sull’argine della mente, ti senti fluttuare, il buio ti pervade, il corpo si ingigantisce.
I pensieri ci sono e sono così leggeri, così stupidi, così inutili.
Via, via, scivolano via da te. Una pioggia fine, uno sbuffo di polvere e nulla di più. 

Straordinario, Marchì, ma come si fa? 

Non ne ho idea. 

Ma io ti ammazzo. Mi hai fatto leggere fino qui per dirmi che non hai idea?
Sì, però stai tranquillo e lasciami spiegare. 

Non ne ho idea perché ci sono volte che accade e volte, il più delle volte, che non accade proprio una cippa (si dice cippa!?) 
Ma ci sono anche quelle volte, quelle benedette volte, che tutto perde senso, o l’acquisisce, dipende da come si guarda la cosa. 

Questo è un ultimo step di cui non ho le capacità per parlarne, ma posso dire cosa si può fare per rallentare i pensieri e tutto si rifà ad un solo ( o quasi) elemento: il RESPIRO. 

Bella trovata, lo sappiamo tutti. Sì ma ora ti dico quel che faccio. 

A) RESPIRO 1,2,3…

Chiudi gli occhi, la bocca appena aperta, il petto largo (il mio è tipo quello di un pulcino, quindi non più di tanto). 
Respiro e conto. Unooo, dueee, tree e così via, fino a che i pensieri si diradano un po’.
Se perdo il filo, ricomincio. Una volta ho detto Uno per mezz’ora.
Contare i respiri ci dà un focus preciso e calma la scimmia impazzita che ci salta in testa. Ogni volta che quella inizia a urlare, si ricomincia a contare.
Alcune volte è utile darsi degli obbiettivi.
Arrivare fino a 10, 20, 50, 100. Poco importa. L’importante è ricordarsi di ritornare a contare ogni volta che si perdono le redini del gioco.

P.S non necessario.
Queste indicazioni sono da utilizzare specialmente all’inizio, o quando si hanno troppi pensieri che volano liberi e nudi. Dopo un po’ di pratica (1 giorno, 7, 3 anni?!) tutto si dovrebbe automatizzare.

B) Inspiro 1, Espiro 1, Inspiro 1, Espiro 2

L’inspirazione è un numero fisso, partendo da 1. L’espirazione parte da 1 e poi avanza fino a dieci. Una volta raggiunto, l’inspirazione diventa 2 e l’espirazione riparte da 1.
Non si capisce nulla, vero?

Inspiro 1 Espiro 1                                                                                  Inspiro 2 Espiro 1
 Inspiro 1 Espiro 2                          Raggiunto Espiro 10               Inspiro 2 Espiro 2
           Inspiro 1 Espiro 3…                                                                              Inspiro 2 Espiro 3…            

A forza di respirare o svieni lì sul letto, o i pensieri perdono forza e si dimezzano del 50% (soddisfatto o rimborsato).
Questo secondo esercizio sembra molto simile al primo. Cioè, è evidente che è molto simile, ma a me aiuta per mantenere il controllo su tutte e due gli atti e solitamente lo utilizzo dopo aver praticato con il primo per un po’. Ripeto, fate un po’ come vi pare. 

C) MEDITA AL MATTINO APPENA ALZATO

Hai presente quando apri gli occhi e ti senti più rincoglionito che vivo? 
Ecco, quello è il momento per metterti seduto e fare la tua meditazione mattutina.

Lascia quel cazzo di telefono sul comodino e inizia ad osservare i pensieri.

Prendili alla sprovvista. Anche loro saranno mezzi addormentati e ci metteranno un po’ prima di accorgersene. Quando si saranno svegliati tutti, tu sarai già in un mondo.
Anzi, sarai nel mondo. E questa differenza è quella che bisogna sperimentare. 

MEDITARE NON È DIFFICILE

Questa è solo la mia pratica e una delle tantissime tecniche che ci sono in giro. È per questo che dico che Meditare non è Difficile.

Devi metterti lì:

-lasciare fuori il pregiudizio
-non occuparti degli scricchiolii del corpo
-fare un passo indietro dai pensieri. 

E, sopratutto, come ogni altra cosa, testa a cassetta e praticare. 

Meditare non è difficile e, anche se lo fosse, ne varrebbe comunque la pena. 
C’è qualcosa di assurdo che viene fuori. Basta andarci incontro.

Qual’è la tua esperienza con la meditazione? Quale la prima? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e condividilo sui social. Facciamo un Facebook un po’ più meditativo. 

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Cosa non si fa nella spiritualità 2.0!

 

‘Meditation, Because Some Answers Can’t Be Answered By Google’

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