Cosa stiamo portando nel mondo? 3 Ragioni per cui il Successo non basta!

Successo! Successo è la parola del momento, l’ho già scritto da qualche parte poco tempo fa.
Tutti vogliono, tutti ci spingono ad essere persone di successo.

Ora, tralasciando la terminologia, le parole, i significati che questa parola può avere, è chiaro che tutti davvero vogliamo essere persone di SUCCESSO.
E via andare tappeti rossi, fotografie, applausi e soldi, tanti soldi, una valanga di soldi.

Poi, quando tutto il mondo si sarà alzato in piedi al nostro cospetto, avrà fatto il suo doveroso inchino, avremo il nostro certificato.
Si attesta, il signor Cazzi Mazzi che, in data 17 Novembre duemilacredici, ha ottenuto con il massimo dei voti il riconoscimento di: PDS. Che non è un nuovo partito ma significa, appunto, Persona Di Successo.

Chi non vorrebbe l’attestato, dai?
Non stiamo cercando tutti di affermarci?

Siccome qui su sta roba di Chapter Zero io voglio scrivere quel che davvero mi passa per la testa, lo dico.
Sì, da tempo. Sento la necessità di affermarmi. Ma non tanto tra gli altri.
Cioè, anche, ma non come sento la necessità fisica di affermarmi con me stesso.
Di dirmi: -Bon, Marco, il tuo l’hai fatto. Hai apportato qualcosa a questo mondo-

E ci risiamo, amici. Questa è un’altra di quelle trappole che in confronto Willy il Coyote è un maniscalco qualsiasi.
Perché poi il nostro cervello che è un computer pazzesco, con una miliardaggine di funzionamenti, alla fine, produce dei pensieri logici più stupidi di una lampadina spenta.

Esempio:
Fai qualcosa di buono—>affermarTi—>PDS—>Felicità/Appagamento/Stronzata a caso

La trappola è evidente, no? Ok forse non troppo.
Mo’mi spiego meglio con questi 3 punti che vanno tanto di moda tipo le PDS.

  1. PERCHÉ NON SARÀ MAI ABBASTANZAAffermarsi richiede una fatica assurda, come tutte le cose che reggiamo in piedi nel nostro cervello.

    Una volta che ci saremo affermati, non finirà lì.
    Perché gli occhi che ci hanno dato il certificato di PDS, saranno pronti a togliercelo alla prima occasione e darlo via ad un altro. Ce ne sono di limitati, di attestati.

  2. PERCHÉ SARÀ SEMPRE AL DI FUORI DI NOI Ora, qui c’è il rischio di scivolare nel banale come a calcio saponato, ma bisogna averlo chiaro, no?

    Pensare che sarà grazie al fare qualcosa che noi potremo affermarci nel mondo e con noi stessi e quindi raggiungere blablabla, sapete dove voglio andare a parare, è assurdo.
    Del di fuori, non ne abbiamo il controllo e nun se po sapè. Morale della favola? Na ricerca infinita.**POSTILLA:

    Qui non si sta parlando allora di non fare nulla, tanto nulla serve. No!
    Qui si sta dicendo di fare le cose (se possibili quelle BELLE, quelle che ci fanno sentire BENE, quelle che pensiamo essere BUONE. BBB, PDS, sono in vena, stasera) senza pensare che sarà quel fare a farci FELICI.
    Oh, parliamoci chiaro. Il fare aiuta, il fare è necessario, è una bella fetta di torta e va benissimo, ma noi qui stiamo cercando la torta tutta intera.
    Si tratta di fare con la intima consapevolezza che è solo un passo di un grande percorso e mai il traguardo finale. Ma qui siamo tra persone intelligenti quindi non serviva neanche questa precisazione.

  3. Perché la domanda forse dovrebbe essere -MA IO COSA STO PORTANDO NEL MONDO?-
    Mi vien da pensare che questa è una domanda davvero importante. Se un uomo che fa bene nel sociale, o così pare, è perennemente stressato, nervoso, stizzito, cosa sta portando?
    Se un cassiere sorride con ogni cellula ad ogni persona che incontra, cosa sta portando?

Lo so che questo è un terreno aperto e le domande, così come le critiche potenzialmente infinite, ma proviamoci a pensare. Solo per un attimo, fuori dai PDS e dai certificati.

E, ripeto, io questi articoli li scrivo per me, sopratutto. Per farmi chiarezza e capire quel che succede dentro quella macchinina nella testa.
Io, tu, tutti noi:

Cosa stiamo portando nel mondo?-
Che ognuno possa trovare la risposta che più gli si addice.

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