Del viaggiare e dell’essere stronzi

Viaggiare non ti rende una persona migliore, non ti fa capire meglio le cose, non ti apre la mente, né, tanto meno, ti fa crescere.
Viaggiare, come ogni esperienza, ti dà una possibilità. Ma tutto dipende da te.
E allora viaggiare non serve a niente. Se stronzo sei, stronzo rimarrai. Anche a Machu Pichu, a Tokyo o in cima all’Everest. Rimarresti uno stronzo e in più congelato. Ora, io non é che sono pratico di stronzi congelati, ma nella mia povera vita da universitario squattrinato mi ricordo che per scongelare quelle pizze ghiacciate ci voleva un mucchio di tempo. Roba che ti passa pure la fame. Ma sto divangdo.
Il punto, il vero punto è che vedere l’alba a Machu Pichu o mettere le chiappe sulla punta dell’ Everest (e sperare che non sia troppo appuntito) ti dà  una bella possibilità. Quella che nel tran tran di questa vita di noia e pizze congelate  è difficile cogliere. Che poi, a pensarci bene bene (ma neanche troppo) il mondo é un enorme possibilità con dentro solo altre possibilità. E se ne hai voglia, se hai un po’ di tempo e ti ci metti d’impegno magari ti dà anche la possibilità di diventare una persona migliore di quando sei arrivato, ti fa capire meglio un bel po’ di cose ma mai tutte e mai fino in fondo (per fortuna), ti schiocca un sentiero in quella mente a quadretti che ti ritrovi e ti fa anche crescere. Ma non solo in altezza.
Cresci in distanza: dalle viscere, dalle reazioni, dalle paure.
Che poi, se sei davvero uno stronzo, vattene pure sull’ Everest.
Così ti congeli e non ci rompi più le palle.

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