COSA È IL CAPITOLO ZERO?- Viaggio tra paure, pioggia e sogni

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Che poi uno se lo può anche chiedere.
Ma che è questo Capitolo Zero???

Bene, per quei quattro disgraziati che sono finiti sul mio Blog arriva qualche spiegazione in più.
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Il silenzio di Angkor Wat

 

Non ci sono parole.
Non ce ne saranno mai abbastanza.

È questo, più di ogni altro, il primo pensiero che mi sbatte nella mente quando, per l’ultima volta, mi giro e guardo lo spegnersi del sole su Angkor Wat.

Su questo tramonto tappezzato da nuvole grigie, davanti allo splendore della creazione umana, stringo tutti i miei muscoli provando a immagazzinare dentro di me ciò che i miei occhi possono solo limitarsi a sfiorare.
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L’ARTE DEL CAZZEGGIO – Sii serio, ridi!

Fondamentalmente sono un cazzaro.
E anche uno di quelli bravi.

Il cazzeggio portato alla massimo potenza è una di quelle cose a cui non potrei mai rinunciare. Lo metto sullo stesso livello della pizza, di una birra ghiacciata, di un viaggio in solitaria, di un libro davanti al camino.

É un’arte, il cazzeggio. Ed è una delle più difficili, specialmente se non è ben vista dopo i 18 anni e se, secondo quella pallosa donna della società, deve essere limitata in poche ed esclusive occasioni.

Il mondo era dei cazzari, ne sono sicuro. Loro, solo loro, erano i capi indiscussi. Vivevano ridenti senza mai sprofondare nelle terribili sabbie mobili della noia, della tristezza e sopratutto della serietà. Conoscevano l’arte del cazzeggio e con quest’arte avevano conquistato tutto e tutti.
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LA FELICITÀ CI APPARTIENE – A presto, Laos!

Caro Laos, ti immaginavo piccolo e indifeso. Cresciuto con cinque fratelli maggiori prepotenti che ti lasciavano sempre per ultimo e non si prendevano cura di te. Il più grande poi ti allontanava dall’alto, sputando le sue frustrazioni sul tuo corpo. E tu che dovevi vedere questa immensa Cina prendere il sopravvento su tutto. Ti immaginavo Leggi di piùLA FELICITÀ CI APPARTIENE – A presto, Laos![…]

Ogni bella storia inizia davanti ad una tazza di caffé

La tazzina è in legno. Basta guardarci dentro per capire che non è solo caffè. Basta chiudere un attimo gli occhi. C’è una storia, c’è sempre una storia.

Il velo è grande e spesso impedisce di vedere. Inspira questo odore, lascia che arrivi. Non aver fretta, tra poco ti parlerà.

Gli oggetti non sono mai solo oggetti, le parole mai solo parole e per le persone è la stessa cosa. Mai, non sono mai solo persone.

Storie! A centinaia, a migliaia si arrampicano sul corpo; escono fuori nelle strade, nei vicoli dei discorsi.
Tutto è una grande, immensa storia fatta da grandi, immense altre storie.
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IL DOLORE DI ESSERE IMPERFETTI

Ti sei mai sentito perso nella disperata ricercata di essere perfetto? Di assomigliare a quell'immagine di perfezione che ti sei prefissato di raggiungere? Essere perfetti è impossibile. E qui ti racconto di quella volta nel nord del Laos dove ho scoperto il dolore di essere imperfetto.

Oggi è un giorno perso.
Per qualche assurdo motivo ancora non ho realizzato che le stazioni dei treni e dei bus non sono strutturare in modo classico.
Qui nel Nord del Laos, ad esempio, c'è una casetta in legno con scritto “Ticket”, ma quando entro c'è solo un cane che rimarrà l'unico essere vivente per ore nonostante le mie ripetute ricerche.

I due giorni a Nong Khiaw sono stati aldilà di ogni aspettativa. Dopo un percorso immerso in una natura meravigliosa, con intrecci di alberi, insetti, radici e scalini di muschio si arriva sulla cima di una montagna che fa salire le lacrime agli occhi.
Il paese si appoggia su un fiume che si snoda come un serpente ed è stretto da altre montagne piazzate lì apposta a far da guardia. Non si sa mai che qualche stupido turista si porti via la magia.

Per saperne di più

Dentro al cuore del Laos

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Immagina di chiudere gli occhi.
Immagina di sentire il rombo di un motore per ore, di sederti su una barca e lasciare che gli occhi si lancino fuori.

Ora, immagina di vedere il verde delle colline che si aprono sul cammino, le baracche di legno conficcate nella terra tra i grovigli degli alberi. Guarda il cielo imbottito di nuvole e la voglia di cadere giù.
Il bambù infilzato ai lati sorregge le reti dei pescatori; alcuni di loro sono dentro l’acqua fino alla vita e con le mani nel fango recuperano il pesce che andrà sulle bancarelle, negli stomaci dei passanti.
Devi iniziare a vedere di come il mondo cambia mentre senti ancora la Thailandia che ti sorride e ti pesa sulle spalle.
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