Viaggio per uscire dal mio Capitolo Zero

Mentre l’aereo si appresta ad atterrare, mi chiedo come sia possibile che sia un’altra volta con le chiappe in mezzo al cielo. Dopo appena due settimane di casa lo zaino è pronto, imbottito di vestiti ed eccitazione.
Riparto; questa volta per tre mesi nell’Asia che per ora ho amato solo nei libri. Riparto, senza alcun timore perché è stata una scelta troppo facile da prendere.
A me solo i nomi fanno tremare le mani: Bangkok, Laos, Chang Mai, Ayutthaya, Luang Prabang, Mekong, Angkor Wat, Vietnam.
Li leggo sulle cartine e vedo lo zaino che si avvicina verso di me, supplicandomi di prenderlo e andare a scoprire questa parte di mondo insieme.
Ma io, invece, mi chiedo il perché di questa fame, di questa voglia di essere sempre in movimento con i piedi ed i pensieri. Mi domando se non sarebbe meglio, o quantomeno più facile, stabilizzarsi in una routine regolare e da lì tracciare un sentiero.
Su un scossone dell’aereo realizzo che è proprio quella routine che mi uccide ogni passione.
Ho bisogno di essere lontano per apprezzare ciò che amo.
La fiamma si spegne non appena tocco ciò che conosco, che ricordo, che è uguale a se stesso.

E allora parto ancora, per l’ennesima volta. Perché le persone in Giordania sono più simpatiche di quelle a casa, la vita in Messico è più frizzante ed in Perù è più divertente. A New York le persone non conoscono la noia e a Montreal possono divertirsi a parlare in lingue diverse. Il sole di Granada era più dolce e la pioggia di Dublino più rinfrescante. E casa, quella vera, rimane sempre in una parte della mente, immobile e bellissima fintanto che non la tocco con le mani. Una volta che ci arrivo, a casa, il terribile desiderio di partire si risveglia e so che è solo questione di tempo prima di ritrovarmi ancora con un’esperienza davanti e tutto quel che so dietro.

Ho bisogno di viaggiare per uscire dalla routine, da ciò che già conosco e che mi comprime la mente.
Se il capitolo zero delle nostre vite è quel luogo dove tutto muore perché non ha avuto la possibilità di nascere, io ho bisogno di viaggiare, di muovermi, di spostarmi su questa terra e capirne i meccanismi.
Viaggio per uscire dal mio capitolo zero e tornarci con altri visi e con parole nuove.
Viaggio, e forse scappo un po’, ma non voglio rimanere incagliato nel nulla. Voglio uscire dal capitolo zero della mia vita e poi farci ritorno con il mondo dentro agli occhi.

Più di ogni possibile difficoltà del viaggio, è devastante non iniziarlo mai.
Allora riparto con il mio obbiettivo perfettamente delineato davanti a me.
Devo fare il primo passo; ho, abbiamo bisogno solo di quello.

Un altro scossone. Sono arrivato a Bangkok.Chapterzero logo


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