Cara Terra, se puoi, scusaci

Cara Terra, se puoi, scusaci.

Nascosto in un tuo angolo davanti ad una quercia che profuma d’estate ti scrivo queste parole. Mi dicono che sia il tuo giorno, oggi.
Un giorno per te, amica, sorella ma, sopratutto, madre.
Oggi è il tuo giorno e non trovo altro da dirti se non porgerti le mie più profonde scuse.

Vorrei, ora, elogiare la tua bellezza, la tua eternità.
Vorrei ringraziarti per quello che sei stata e per quello che sei. Ti vorrei dire che nulla al mondo colma la parola amore più di te e che solo a guardarti mi sembra di sentirla e capirla anche io, quella parola.

Ho perso il conto delle volte che osservandoti ho sentito il cuore esplodere e le lacrime lottare per correre veloci sul mio volto. Ma ora, in questo tuo giorno, vorrei semplicemente dirti scusa.

Di ragioni ce ne sono forse a migliaia. Ma più delle guerre, della distruzione, del nostro avvelenarti e annientarti un giorno alla volta ti vorrei chiedere scusa perché lentamente stiamo smettendo di essere ciò che tu ci dai la possibilità di essere. Ovvero, Umani.

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Le ragioni sopra indicate sono solo alcuni aspetti di questa perdita d’essenza, di questo scivolare in un buio atroce ma ora più che mai mi sembra che siamo arrivati in un vicolo cieco e, cosa molto più grave, ti abbiamo trascinato con noi. Nonostante tutto quello che ci hai regalato, ti abbiamo sputato in faccia.

Ci stai accanto, mano nella mano, anche nei nostri ultimi atti e continui, con quel tuo essere immensamente madre, ad amarci.

Mi chiedo, rifugiato sotto un tuo braccio, se ci meritiamo questo amore, se è giusto che tu sia ancora a guidarci dopo le minacce, le ferite, le pugnalate. Da troppo tempo ormai mi chiedo che razza di figlio è colui che avvelena la propria madre. E nello spazio della mia mente non riesco a trovare risposta.

Cara Terra, se puoi, scusaci.
Stiamo smettendo di essere Uomini, umani e figli e spargiamo nelle tue vene questo virus che non ti appartiene. La cosa più giusta da fare sarebbe solo una; starnutire violentemente ed eliminare questo piccolo intoppo. Ma tu invece preferisci soffrire e morire con noi, invece che riprenderti il tuo corpo.
Forse hai deciso e quella mano non ce la lascerai mai, qualsiasi sia il nostro destino.
E allora non ci rimane altro da fare. Bisogna risorgere insieme.

Cara Terra, se puoi, scusaci.
Scusaci perché di parole ne scorrono tante ma poco facciamo per salvarti davvero.
Io lo so, non chiedermi come, che stai male quando le bombe ti scuotono o quando il mare si tinge di petrolio e merda, però so che soffri molto di più quando i tuoi figli smettono di vivere. Quando smettono di pensare che tutto sia ancora possibile e suicidano la loro gioia. Quando smettono di vedere le migliaia di strade e sopratutto quando smettono di sentire la tua presenza.
Non solo ci prendiamo gioco di te ma ci dimentichiamo che tu sei sempre insieme a noi, con quella mano di lacrime e dolcezza che ci tiene in vita.

Cara Terra, se puoi, scusaci.
Perdonaci ma non abbandonarci. Non lo fare.
Tienici stretta la mano e sussurraci che possiamo risollevarci dal nostro torpore e riprenderci tutta la nostra umanità. Parlaci di come fai a mantenere la tua dignità e la tua bellezza.
Insegnaci per l’ultima volta l’amore e ti prometto che impareremo a dartene le sue più profonde sfumature in cambio.

Con la mano sempre tesa,
Un tuo figlio

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